Search results for donna d enrico
384,
09:00,
2009-08-07 21:33:03 Description:
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132,
02:26,
2008-09-28 07:19:25 Description: Un'avvincente e sensuale storia d'amore, di intrighi, tradimenti, sullo sfondo di un momento storico particolarmente delicato e di grandi trasformazioni per la storia d'Europa. (More) Un'avvincente e sensuale storia d'amore, di intrighi, tradimenti, sullo sfondo di un momento storico particolarmente delicato e di grandi trasformazioni per la storia d'Europa.
L'Altra Donna del Re racconta la storia di due bellissime sorelle, Anna (Natalie Portman) e Maria (Scarlett Johansson) Bolena, che spinte dalla sfrenata ambizione della loro famiglia, mirano a conquistare l'amore dell'affascinante e appasionante Re d'Inghilterra Enrico VIII (Eric Bana).
Le due sorelle finiranno per contendersi il cuore ed il letto del Re ma solo una salirà al trono. Il suo regno sarà breve e turbolento e finirà tragicamente sotto le mani del boia.
Dalla storia di passione tra il Re e Anna Bolena, nascerà la più grande Regina d'Inghilterra: Elizabeth. (Less)
Channel: youtubeTags: amore anna Bana bolena Chadwick d'inghilterra del donna drammatici drammatico elisabetta elizabeth enrico Eric film intrighi Johansson Justin l'altra maria Natalie Portman prima re Scarlett storico tradimenti trailer universal VIII
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140,
20:00,
2009-08-08 04:18:11 Description:
Channel: xvideosTags: anal stockings cumshot blonde outdoor pornstar mature deepthroat bigtits pussylicking doublepenetration pussyfucking italian multipleblowjob
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54,
00:00,
2009-08-08 04:58:31 Description:
Channel: naughtymoviesTags: Big tits anal bigtits blonde cumshot deepthroat doublepenetration italian mature multipleblowjob outdoor pornstar pussyfucking pussylicking stockings xvideos
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8,
05:47,
2009-08-22 11:19:55 Description: Oh!...you know her! Genre: Art video Written and directed by Stefania Bonatelli & Andres Arce Maldonado Director of photography: Andres Arce Maldonado & Stefania Bonatelli Music and sound (More) Oh!...you know her! Genre: Art video Written and directed by Stefania Bonatelli & Andres Arce Maldonado Director of photography: Andres Arce Maldonado & Stefania Bonatelli Music and sound design: Enrico Ascoli Performer: Roberto Zibetti & Agnese Agnezky Country of production : Rome - Italy Length: 5’37’’ Year of production : 2008 Production format : , HD Presentation format : DVD In un’ambientazione astratta, dalle sfumature grigie, lugubre e luminosa allo stesso tempo, una donna e un uomo di delicata e austera bellezza siedono a tavola. Eleganti e alteri, chiusi in uno spazio traboccante di fascinazione e seduttività, l’uomo e la donna si confrontano in un 'dialogo' serrato e silenzioso, sottilmente crudele e intenso, via via sempre più inquietante. Nel susseguirsi delle immagini e delle azioni emerge, pulsante, in tutta la sua sofisticata perversione, tra bellezza e aberrazione, il torbido. 'Oh you know her' mette in scena l’aspetto ambiguo e ambivalente del rapporto tra uomo e donna, tra vittima e carnefice. Il tema controverso della dialettica servo/padrone di hegeliana memoria, l'interscambiabilità dei ruoli, tra forza e vulnerabilità, che conduce le parti, al vertice della loro interazione, alla permutabilità: l’una evoca nell’altra l’emulazione e l’identificazione. Chi è la vittima? E chi il carnefice? L’utilizzo di un simbolo quale la cenere (che richiama indirettamente il fuoco, come origine della cenere stessa) rafforza la dialettica e permette di tessere un’equivalenza: non esiste carnefice senza vittima così come non esiste cenere senza fuoco. La cenere, residuo freddo e purificato della combustione, dopo l'estinzione del fuoco, è simbolo di purificazione e risurrezione ma anche di morte, fugacità, inconsistenza. Il fuoco si trasforma in cenere, ma nella cenere non c’è più distinzione: uomo/donna, vittima/carnefice, orrore/fascino, manipolatore/persuaso si fondono in un’unica dimora tombale, che è contemporaneamente urna prandiale per l’uomo e per la donna, per la vittima e per il carnefice. Non c’è un vinto né un vincitore. Durante la realizzazione del video, commissionato della Fondazione Pecci, gli autori, un uomo e una donna, hanno inaspettatamente vissuto ciò di cui si narra nell’opera. L’uomo, tra ammiccamenti e turbamenti, interferendo sull’operato della donna, infligge ferite che lei, accomodante e accondiscendente, asseconda. Finchè i ruoli si ribaltano. La donna, presa coscienza del gioco in atto, si ribella, strappandosi di dosso quelle ferite che lentamente potrebbero abbatterla. L’opera non è stata approvata dalla committenza perché ritenuta dal regista dello spettacolo, cui era finalizzata, poco inerente. Gli autori, a distanza di tempo, consapevoli di aver messo in scena più loro stessi e le loro dinamiche - tra continui conflitti e chiarificazioni che hanno portato all’interruzione della loro collaborazione artistica e al modificarsi del loro rapporto d’amicizia – vorrebbero continuare a far vivere ciò che di produttivo è scaturito da quella esperienza, nonostante tutto appagante. Text by Barbara Casalaspro (Less)
Channel: vimeoTags: art contemporary video art sound design enrico ascoli stefania bonatelli video suono roberto zibetti Oh you know her sound sfx
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53,
07:49,
2007-08-11 10:10:13 Description: Li Candareri Farani in Piazza...
L'origine della festa dei Candelieri risale, quasi sicuramente, al XIII secolo,
periodo in cui si stabilì un rapporto per lo più costante con (More) Li Candareri Farani in Piazza...
L'origine della festa dei Candelieri risale, quasi sicuramente, al XIII secolo,
periodo in cui si stabilì un rapporto per lo più costante con Pisa. Interrotto
nel primo periodo aragonese, la festa rinacque in forme nuove per l'iniziativa
del popolo sassarese e col contributo delle Corporazioni di Arti e Mestieri.
Le ricorrenti comparse del flagello causate dalla peste erano viste,
nell'immaginazione e in tempi di viva fede religiosa, come una punizione caduta dal cielo per la mancata consueta offerta dei "candeli" alla Vergine Assunta, mentre la cessazione della festa veniva attribuita dal popolo alla intercessione della Madre di Dio, dopo il ripristino, per voto, dell'offerta dei Candelieri.
Lo storico più importante della Storia dei Candelieri fu senza alcun dubbio Enrico Costa che fu, peraltro, il primo a scoprire l'origine pisana dei Candelieri. Il Costa esaminò gli Statuti di Villa di Chiesa di Sigerro (Iglesias).. Lo storico sassarese annottò i caratteri comuni dell'offerta ad oblazione dei "Candeli" iglesienti con quelli di Sassari, riti del 14 agosto "a vespro", derivati dalla analoga festa pisana, anche essa disciplinata negli Statuti della Repubblica.
Nulla è giunto fino a noi sulla disciplina dei Candelieri in Sassari,all'origine, si può solo presumere che le norme ricalcassero quelle di Pisa e di Iglesias.
L'unica descrizione ad offrirci il quadro della festa del 14 agosto,
la propose lo storico Devilla. Il fatto di cronaca (annotato nelle
"Memorie del Convento di S.M. di Betlem) del 1697 è così riportato:
"nel mese di agosto cessarono la prima e la seconda peste in Sassari,
e ciò per intercessione della SS.Vergine il dì 14 agosto, vigilia della sua assunzione.
Fu allora che il popolo, diviso in 8 compagnie, portò otto ceri alla Chiesa di S.M. di Betlem e là fecero il voto di offrirli in azione di grazia alla "Regina del Paradiso".
Inoltre ciascun Gremio aveva al seguito una colonna portata dal popolo
("per allegrezza") e chiamata da esso "volgarmente" candeliere.
Piccapietre:
Il gremio, che sin dall'inizio del secolo
scorso faceva parte dell'Associazione
dei Muratori, si è reso successivamente autonomo; è pertanto, il gremio più giovane (1955). E' il primo a sfilare, l'ultimo ad entrare nella chiesa di S.Maria di Bethlem. Patrona del gremio
è la Madonna della Salute, raffigurata sul fusto del Cero, che è bianco e porta sul retro i disegni degli arnesi del mestiere. La divisa dei gremianti è un frac in panno nero, la bandiera è di damasco azzurro.
Viandanti
Risalgono al '500 le origini del gremio che si organizzò in forma giuridica nel 1633 quando assunse la denominazione di
"Confraternita dei Viandanti". Il gremio prende parte alla discesa dei candelieri dal 1941. La loro patrona è la Madonna del
Buon Cammino, effigiata nel cero
dal fusto prevalentemente rosso, dello stesso colore è la bandiera di damasco.
La divisa dei gremianti, di origine spagnola, conserva l'antica calzamaglia seicentesca e 'lu sumbreru', indossato dal clero nel nel cinquecento.
Contadini
Pur se le origini siano antichissime, il gremio partecipa alla discesa dal
finire degli anni trenta del secolo scorso. I contadini erano comunque parte integrante del gremio degli agricoltori che vedeva come asse portante i massai che erano i proprietari terrieri. I contadini si distinguevano dai narbonai che dissodavano i campi incolti preparandoli per nuove coltivazioni.
All'interno di questa gerarchia i contadini erano in una condizione
di subalternità. Nel 1803 crearono un gremio autonomo e scelsero
come patrono San Giovanni di La Neula che li avrebbe protetti contro la nebbia che trasportava le spore della peronospora.
I contadini sono i terzi a sfilare nella faradda.
Falegnami
Questo gremio era anticamente chiamato mastros d'ascia e per distinguersi
dai muratori definiti "cabu di smaltu", avevano la denominazione di "cabu
di quercu", questo secondo il Costa. Già dal 1538 i falegnami facevano parte
della stessa confraria dei muratori, piccapietre, sellai e bastai. Nel seicento
i falegnami si distinguevano in due grandi categorie, quelli d'arte gentile
(suttile) e quelli che praticavano l'arte grossa (russa). I primi erano considerati
dei veri artisti; i secondi, invece, producevano utensili, carri e oggetti
strumentali. Il gremio dei falegnami si divise dai muratori nel 1809 e rinnovò
il suo statuto nel 1896.loro candeliere fu costruito ed ideato dai fratelli Clemente nel 1921, gli stessi che costruirono la bara di Garibaldi nella famosa ditta sita nei pressi di 'Carra
Manna', l'odierna Piazza Tola. Nel fusto spicca l'immagine di San Giuseppe
del pittore Mario Paglietti. Come nella maggior parte dei candelieri sono
altresì raffigurate le insegne della maestranza: martello, sega, squadra e tenaglia. Nella base del cero spicca lo stemma della città di Sassari.
Calzolai
Le loro origini risalgono alle ordinanze del 1381 in cui si fissa il costo
delle scarpe da uomo e da donna, ma essi sono già citati negli Statuti
Sassaresi del 1294. Nelle disposizioni del 1504 i calzolai hanno l'onore
di scendere al terzo posto. Originariamente questo gremio era consociato a quello dei conciatori che avevano come santo patrono San Salvatore.
I conciatori erano un gremio di candeliere. Il primo statuto dei calzolai
fu redatto nel 1564.
Il loro cero fu costruito dal falegname Salvatore Chessa nel 1924.
Il candeliere è particolare, con quattro
colonnine che contornano il fusto centrale. Sul fusto accanto a Santa Lucia
emergono le immagini dei tre martiri turritani, particolare che è riscontrabile
nel coronamento dei massai.
Ortolani
Definito da alcuni storici come
gremio rustico, definizione che condivide con i Massai ed i Contadini, ma che nel
passato riguardava anche altre maestranze oramai scomparse o che hanno perso il loro peso politico come quelle dei labradores,
o mezzadri, dei Zappatori, dei Narbonai che recuperavano i terreni incolti, dei Cavallanti, dei Carrolanti e dei Pastori, gremio che si estinse, dando posto ai Contadini nella discesa dei candelieri.
I muratori sono citati come "mastros de muru" negli Statuti Sassaresi
del 1294 e nelle ordinanze del 1381.
La confraria de Nuestra Senora dels angels ospitava i Muratori,i Falegnami, i Piccapietre, i Sellai, i Bottai ed i Bastai. Tra i mestieri più importanti poteva vantare quelli degli scultori, degli architetti, dei carpentieri e dei maestri di stocco. Il loro primo statuto è ascrivibile al 1538. In questo documento sono altresì citati i piccapietre, i falegnami,i bastai ed i sellai. Gli statuti del gremio dei muratori furono rinnovati nel 16 marzo del 1776, mentre nel 1802 stilarono un nuovo statuto che fu
rinnovato nel 1928 dopo che i Savoia sciolsero le corporazioni nel 1864.
L'antico gremio (la cui Ordinanza risale al 1381).
I Sarti
Questa confraria stilò il suo primo statuto nel 1532 che durò più di due secoli. Nel 1810 chiesero di non sfilare nella discesa dei candelieri. Nel 1855
dopo un periodo di polemiche e vicissitudini decisero
di partecipare nuovamente alla "faradda".
Il gremio è devoto alla Madonna di Monserrato; il Candeliere, dai colori giallo-oro e verde, ha sul capitello un
braciere acceso. Il candeliere fu costruito nel 1896 in stile impero. Il pittore Mario Paglietti realizzò le effigi
di S.Omobono, di S.Antonio e S.Gavino patrono del Nord Sardegna.
I gremianti indossano un frac nero con corpetto giallo.oro; dello stesso colore è lo stendardo.
Il gremio dei sarti festeggia la sua patrona la seconda domenica
di settembre ed il loro compatrono S.Omobono il 13 novembre.
Massai
Il candeliere, nel capitello esagonale,
riporta l'effige della madonna del Popolo,
dei Tre martiri turritani e di S.Nicola.
La Madonna delle Grazie,
alla quale il gremio è devoto,
è ritratta sul fusto del cero.
I gremianti indossano il frac nero con papillon.
Il massaju era anticamente il cassiere o tesoriere dei beni della città di Sassari nel senso che era il custode delle masserizie e dei denari appartenenti alla cittadinanza.
Statuti Sassaresi del Tola pag.30.
Dal 1531 hanno il diritto ad entrare per primi in chiesa. Dal 1657 hanno la loro
Cappella in San Pietro di Silki. Stilarono il loro statuto nel 1743 sotto la protezione Della Vergine delle Grazie. Ordine di discesa: ultimi e primi ad entrare in chiesa. I massai sono gli unici a festeggiare l'intregu il giorno della "faradda". L'intregu celebra la cerimonia di investitura del nuovo
Obriere maggiore. Investitura che viene eseguita al cospetto delle autorità municipali.
Candeliere: Sulla parte anteriore del candeliere spicca l'immagine della Vergine delle Grazie.
Sul coronamento sono rappresentati i martiri turritani, San Nicola, San Francesco
e l'immagine della Madonna
Del Popolo che diede il titolo alla cattedrale di Sassari.
Bandiera: I loro stendardo è bianco, in damasco e, insieme alla Madonna delle Grazie, riporta L'immagine dei Martiri Turritani che sono rappresentati nel coronamento del loro candeliere.
Il motivo dei Martiri Turritani è presente anche nel fusto del Candeliere dei Calzolai.
Costume: Frac nero con feluca. Guanti, gilet e pantaloni neri.
Festa Patronale: i Massai celebrano tre festività: La prima domenica di Maggio, il 14 agosto, e la attività di Maria nell'otto settembre. (Less)
Channel: youtubeTags: Carpenters Faradda greengrocers Joiners Loybillyrock Sardinien Shoemakers StoneCrushers tailors Wayfarers ZoeRock
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27,
00:47,
2008-04-15 16:10:20 Description: Greensleeves è una famosissima melodia folk di tradizione inglese.
La leggenda narra che a comporre il brano fosse Enrico VIII d'Inghilterra (1491-1547) per la sua futura consorte Anna (More) Greensleeves è una famosissima melodia folk di tradizione inglese.
La leggenda narra che a comporre il brano fosse Enrico VIII d'Inghilterra (1491-1547) per la sua futura consorte Anna Bolena. Pare infatti che quest'ultima avesse una malformazione ad una mano e ciò la costringesse a coprirla con delle lunghe maniche (di qui potrebbe derivare il titolo Greensleeves, "maniche verdi"; ma potrebbe anche essere una modifica di un precedente Greenleaves, cioè "foglie verdi"). Anna, la figlia minore del diplomatico Tommaso Bolena, rifiutò la corte di Re Enrico. Sembra che il testo della canzone si riferisca a questo quando parla di "scortese rifiuto" dell'amata ("cast me off discourteously").
In realtà è più probabile che l'anonimo autore, forse un amante tradito da una donna di facili costumi, abbia scritto questa canzone verso la fine del XVI secolo.
La canzone circolò (come tutti i canti di tradizione popolare) per molto tempo sotto forma di manoscritto e oralmente. La prima versione registrata ufficialmente risale al 1580, con il titolo di "A New Northern Ditty of the Lady Greene Sleeves", ma oggi non esiste nessuna copia di questo documento. Se ne trova traccia in A Handful of Pleasant Delights (1584) come "A New Courtly Sonnet of the Lady Green Sleeves. To the new tune of Green sleeves". Questo sembra dunque suggerire che il brano fosse antecedente.
Ne "Le allegre comari di Windsor" di Shakespeare (1602) un personaggio (la Signora Ford) cita ben due volte il brano "Green Sleeves".
(tratto da Wikipedia) (Less)
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29,
07:49,
2008-04-22 09:59:22 Description: Li Candareri Farani in Piazza... L'origine della festa dei Candelieri risale, quasi sicuramente, al XIII secolo, periodo in cui si stabilì un rapporto per lo più costante con Pisa. (More) Li Candareri Farani in Piazza... L'origine della festa dei Candelieri risale, quasi sicuramente, al XIII secolo, periodo in cui si stabilì un rapporto per lo più costante con Pisa. Interrotto nel primo periodo aragonese, la festa rinacque in forme nuove per l'iniziativa del popolo sassarese e col contributo delle Corporazioni di Arti e Mestieri. Le ricorrenti comparse del flagello causate dalla peste erano viste, nell'immaginazione e in tempi di viva fede religiosa, come una punizione caduta dal cielo per la mancata consueta offerta dei "candeli" alla Vergine Assunta, mentre la cessazione della festa veniva attribuita dal popolo alla intercessione della Madre di Dio, dopo il ripristino, per voto, dell'offerta dei Candelieri. Lo storico più importante della Storia dei Candelieri fu senza alcun dubbio Enrico Costa che fu, peraltro, il primo a scoprire l'origine pisana dei Candelieri. Il Costa esaminò gli Statuti di Villa di Chiesa di Sigerro (Iglesias).. Lo storico sassarese annottò i caratteri comuni dell'offerta ad oblazione dei "Candeli" iglesienti con quelli di Sassari, riti del 14 agosto "a vespro", derivati dalla analoga festa pisana, anche essa disciplinata negli Statuti della Repubblica. Nulla è giunto fino a noi sulla disciplina dei Candelieri in Sassari,all'origine, si può solo presumere che le norme ricalcassero quelle di Pisa e di Iglesias. L'unica descrizione ad offrirci il quadro della festa del 14 agosto, la propose lo storico Devilla. Il fatto di cronaca (annotato nelle "Memorie del Convento di S.M. di Betlem) del 1697 è così riportato: "nel mese di agosto cessarono la prima e la seconda peste in Sassari, e ciò per intercessione della SS.Vergine il dì 14 agosto, vigilia della sua assunzione. Fu allora che il popolo, diviso in 8 compagnie, portò otto ceri alla Chiesa di S.M. di Betlem e là fecero il voto di offrirli in azione di grazia alla "Regina del Paradiso". Inoltre ciascun Gremio aveva al seguito una colonna portata dal popolo ("per allegrezza") e chiamata da esso "volgarmente" candeliere. Piccapietre: Il gremio, che sin dall'inizio del secolo scorso faceva parte dell'Associazione dei Muratori, si è reso successivamente autonomo; è pertanto, il gremio più giovane (1955). E' il primo a sfilare, l'ultimo ad entrare nella chiesa di S.Maria di Bethlem. Patrona del gremio è la Madonna della Salute, raffigurata sul fusto del Cero, che è bianco e porta sul retro i disegni degli arnesi del mestiere. La divisa dei gremianti è un frac in panno nero, la bandiera è di damasco azzurro. Viandanti Risalgono al '500 le origini del gremio che si organizzò in forma giuridica nel 1633 quando assunse la denominazione di "Confraternita dei Viandanti". Il gremio prende parte alla discesa dei candelieri dal 1941. La loro patrona è la Madonna del Buon Cammino, effigiata nel cero dal fusto prevalentemente rosso, dello stesso colore è la bandiera di damasco. La divisa dei gremianti, di origine spagnola, conserva l'antica calzamaglia seicentesca e 'lu sumbreru', indossato dal clero nel nel cinquecento. Contadini Pur se le origini siano antichissime, il gremio partecipa alla discesa dal finire degli anni trenta del secolo scorso. I contadini erano comunque parte integrante del gremio degli agricoltori che vedeva come asse portante i massai che erano i proprietari terrieri. I contadini si distinguevano dai narbonai che dissodavano i campi incolti preparandoli per nuove coltivazioni. All'interno di questa gerarchia i contadini erano in una condizione di subalternità. Nel 1803 crearono un gremio autonomo e scelsero come patrono San Giovanni di La Neula che li avrebbe protetti contro la nebbia che trasportava le spore della peronospora. I contadini sono i terzi a sfilare nella faradda. Falegnami Questo gremio era anticamente chiamato mastros d'ascia e per distinguersi dai muratori definiti "cabu di smaltu", avevano la denominazione di "cabu di quercu", questo secondo il Costa. Già dal 1538 i falegnami facevano parte della stessa confraria dei muratori, piccapietre, sellai e bastai. Nel seicento i falegnami si distinguevano in due grandi categorie, quelli d'arte gentile (suttile) e quelli che praticavano l'arte grossa (russa). I primi erano considerati dei veri artisti; i secondi, invece, producevano utensili, carri e oggetti strumentali. Il gremio dei falegnami si divise dai muratori nel 1809 e rinnovò il suo statuto nel 1896.loro candeliere fu costruito ed ideato dai fratelli Clemente nel 1921, gli stessi che costruirono la bara di Garibaldi nella famosa ditta sita nei pressi di 'Carra Manna', l'odierna Piazza Tola. Nel fusto spicca l'immagine di San Giuseppe del pittore Mario Paglietti. Come nella maggior parte dei candelieri sono altresì raffigurate le insegne della maestranza: martello, sega, squadra e tenaglia. Nella base del cero spicca lo stemma della città di Sassari. Calzolai Le loro origini risalgono alle ordinanze del 1381 in cui si fissa il costo delle scarpe da uomo e da donna, ma essi sono già citati negli Statuti Sassaresi del 1294. Nelle disposizioni del 1504 i calzolai hanno l'onore di scendere al terzo posto. Originariamente questo gremio era consociato a quello dei conciatori che avevano come santo patrono San Salvatore. I conciatori erano un gremio di candeliere. Il primo statuto dei calzolai fu redatto nel 1564. Il loro cero fu costruito dal falegname Salvatore Chessa nel 1924. Il candeliere è particolare, con quattro colonnine che contornano il fusto centrale. Sul fusto accanto a Santa Lucia emergono le immagini dei tre martiri turritani, particolare che è riscontrabile nel coronamento dei massai. Ortolani Definito da alcuni storici come gremio rustico, definizione che condivide con i Massai ed i Contadini, ma che nel passato riguardava anche altre maestranze oramai scomparse o che hanno perso il loro peso politico come quelle dei labradores, o mezzadri, dei Zappatori, dei Narbonai che recuperavano i terreni incolti, dei Cavallanti, dei Carrolanti e dei Pastori, gremio che si estinse, dando posto ai Contadini nella discesa dei candelieri. I muratori sono citati come "mastros de muru" negli Statuti Sassaresi del 1294 e nelle ordinanze del 1381. La confraria de Nuestra Senora dels angels ospitava i Muratori,i Falegnami, i Piccapietre, i Sellai, i Bottai ed i Bastai. Tra i mestieri più importanti poteva vantare quelli degli scultori, degli architetti, dei carpentieri e dei maestri di stocco. Il loro primo statuto è ascrivibile al 1538. In questo documento sono altresì citati i piccapietre, i falegnami,i bastai ed i sellai. Gli statuti del gremio dei muratori furono rinnovati nel 16 marzo del 1776, mentre nel 1802 stilarono un nuovo statuto che fu rinnovato nel 1928 dopo che i Savoia sciolsero le corporazioni nel 1864. L'antico gremio (la cui Ordinanza risale al 1381). I Sarti Questa confraria stilò il suo primo statuto nel 1532 che durò più di due secoli. Nel 1810 chiesero di non sfilare nella discesa dei candelieri. Nel 1855 dopo un periodo di polemiche e vicissitudini decisero di partecipare nuovamente alla "faradda". Il gremio è devoto alla Madonna di Monserrato; il Candeliere, dai colori giallo-oro e verde, ha sul capitello un braciere acceso. Il candeliere fu costruito nel 1896 in stile impero. Il pittore Mario Paglietti realizzò le effigi di S.Omobono, di S.Antonio e S.Gavino patrono del Nord Sardegna. I gremianti indossano un frac nero con corpetto giallo.oro; dello stesso colore è lo stendardo. Il gremio dei sarti festeggia la sua patrona la seconda domenica di settembre ed il loro compatrono S.Omobono il 13 novembre. Massai Il candeliere, nel capitello esagonale, riporta l'effige della madonna del Popolo, dei Tre martiri turritani e di S.Nicola. La Madonna delle Grazie, alla quale il gremio è devoto, è ritratta sul fusto del cero. I gremianti indossano il frac nero con papillon. Il massaju era anticamente il cassiere o tesoriere dei beni della città di Sassari nel senso che era il custode delle masserizie e dei denari appartenenti alla cittadinanza. Statuti Sassaresi del Tola pag.30. Dal 1531 hanno il diritto ad entrare per primi in chiesa. Dal 1657 hanno la loro Cappella in San Pietro di Silki. Stilarono il loro statuto nel 1743 sotto la protezione Della Vergine delle Grazie. Ordine di discesa: ultimi e primi ad entrare in chiesa. I massai sono gli unici a festeggiare l'intregu il giorno della "faradda". L'intregu celebra la cerimonia di investitura del nuovo Obriere maggiore. Investitura che viene eseguita al cospetto delle autorità municipali. Candeliere: Sulla parte anteriore del candeliere spicca l'immagine della Vergine delle Grazie. Sul coronamento sono rappresentati i martiri turritani, San Nicola, San Francesco e l'immagine della Madonna Del Popolo che diede il titolo alla cattedrale di Sassari. Bandiera: I loro stendardo è bianco, in damasco e, insieme alla Madonna delle Grazie, riporta L'immagine dei Martiri Turritani che sono rappresentati nel coronamento del loro candeliere. Il motivo dei Martiri Turritani è presente anche nel fusto del Candeliere dei Calzolai. Costume: Frac nero con feluca. Guanti, gilet e pantaloni neri. Festa Patronale: i Massai celebrano tre festività: La prima domenica di Maggio, il 14 agosto, e la attività di Maria nell'otto settembre. (Less)
Channel: youtubeTags: Carpenters Faradda greengrocers Joiners Loybillyrock Sardinien Shoemakers StoneCrushers tailors Wayfarers ZoeRock
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15,
03:29,
2008-01-30 18:08:48 Description: Selma Kurz, once the reigning coloratura soprano of Vienna, sings "Scena Della Pazzia / Aria del Follia" from Donizetti's opera LUCIA on a rare 4-minute Edison Blue Amberol cylinder # (More) Selma Kurz, once the reigning coloratura soprano of Vienna, sings "Scena Della Pazzia / Aria del Follia" from Donizetti's opera LUCIA on a rare 4-minute Edison Blue Amberol cylinder # 28162.
Polish Prima Donna SELMA KURZ (1874-1933), famous for her perfect and often protracted TRILLS, was born in Biala to a humble Jewish family of 11 children. When still a girl, she was taken to a convent to learn sewing, but the nuns quickly discovered her lovely voice. Soon she sang in the local synagogue. Money was raised to send her to Vienna. The well-known Count Nicholas Esterhazy agreed to pay for voice lessons with Johannes Ress. She later consulted with Jean de Reszke and Matilde Marchesi in Paris.
Outstanding in a student concert of Ress pupils in 1895, she was given a contract made her operatic debut as the lead in A. Thomas's "Mignon" in Hamburg—on 5/ 12/ 1895. During the next 4 years she sang Eudoxie in Halevy's "La Juive," Elizabeth in Wagner's "Tannhauser," and CARMEN! Gustav Mahler, music director of the Vienna Imperial and Royal Court Opera, asked her to audition for him. He immediately offered her a fate-sealing contract, and she made her début 9/ 3/ 1899 at the Vienna Opera.
Her success in Vienna was swift and total and would last to the end of her musical career, thirty years later. Mahler himself, hearing her perfect TRILL and wonderfully placed high-notes in the Trovatore Leonora's Act IV aria, suggested she study the Hochkoloratur (high coloratura) repertory. The Court Opera director carefully introduced her to this repertoire by letting her sing Rosina (in The Barber of Seville), the pages Urbain in Les Huguenots and Oscar in Un ballo in maschera, Juliette and Martha; but she soon moved on to Elvira in Ernani, Lakmé, Konstanze, Gilda, and Violetta.
In 1906, on the occasion of a much- acclaimed Enrico Caruso gala, she sang Gilda in Rigoletto, with Titta Ruffo as the Jester! This was Ruffo's only appearance in Vienna. Although she had great triumphs in coloratura roles, Kurz did not neglect her lyric repertory. Indeed, of the 992 performances she would give at the Vienna Hofoper (later Staatsoper) more than 100 would be devoted to Mimì in Puccini's La bohème. She also created that composer's Madama Butterfly for Vienna (1907) as well as Saffi in Johann Strauss II's Der Zigeunerbaron, 1910. She sang Tatiana (Eugene Onegin) and Sophie (Der Rosenkavalier) in 1911 and, in one of the many high points of her Viennese career, created Zerbinetta in the world première of the second version of Richard Strauss' Ariadne auf Naxos, on October 4, 1916. She sang Zerbinetta 36 times in Vienna.
In Vienna she sang every imaginable role, from Tchaikovsky's Violanta and Wagner's Elsa (in Lohengrin) and Sieglinde (in Die Walküre) to Marguerite in Gounod's Faust, Massenet's Manon, Frau Fluth in Nicolai's Merry Wives of Windsor and Rosalinde in Johann Strauss' Die Fledermaus. Her last performance at the great theatre in the Ringstraße took place on February 12th, 1927. This appearance, as Rosina in Barbiere, closed one of the most glorious operatic careers in the Twentieth Century.
Her very last public appearance was in September 1932 at the baptism of Archduke Stefan (1932-1998), son of Archduke Anton and Princess Ileana of Romania. Although already mortally ill, she sang Mozart's Ridente la calma and the Bach-Gounod Ave Maria. Kurz died 9 months later of cancer.
She left over 150 78rpm sides. The first were made for Berliner in 1900. These were followed by Zonophone and Gramophone & Typewriter disks, 1901-1906. She made a long and glorious series for HMV (now EMI) in 1907-1914. These are by far the best. Around 1910 she recorded three cylinders for Edison; TWO I've posted on YouTube. She made a few electrical records, but by this time her once glorious voice was seriously on the wane. (Less)
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2008-01-29 13:52:05 Description: Selma Kurz, once the reigning coloratura soprano of Vienna, sings "Un voca.." from Rossini's opera The Barber of Seville on a RARE 4-minute Edison Blue Amberol cylinder # 28147.
(More) Selma Kurz, once the reigning coloratura soprano of Vienna, sings "Un voca.." from Rossini's opera The Barber of Seville on a RARE 4-minute Edison Blue Amberol cylinder # 28147.
Polish Prima Donna SELMA KURZ (1874-1933), famous for her perfect and often protracted TRILLS, was born in Biala to a humble Jewish family of 11 children. When still a girl, she was taken to a convent to learn sewing, but the nuns quickly discovered her beautiful voice. Soon she sang in the local synagogue.
Money was raised to send her to Vienna. The well-known Count Nicholas Esterhazy agreed to pay for voice lessons with Johannes Ress. She later consulted with Jean de Reszke and Matilde Marchesi in Paris. Outstanding in a student concert of Ress pupils in 1895, she made her operatic debut as the lead in A. Thomas's "Mignon" in Hamburg—on 5/ 12/ 1895. During the next 4 years she sang Eudoxie in Halevy's "La Juive," Elizabeth in Wagner's "Tannhauser," and CARMEN!
Gustav Mahler, music director of the Vienna Imperial and Royal Court Opera, asked her to audition for him. He immediately offered her a fate-sealing contract, and she made her début 9/ 3/ 1899 at the Vienna Opera. Her success in Vienna was swift and total and would last to the end of her musical career, thirty years later. Mahler himself, hearing her perfect TRILL and wonderfully placed high-notes in the Trovatore Leonora's Act IV aria, suggested she study the Hochkoloratur (high coloratura) repertory.
The Court Opera director carefully introduced her to this repertoire by letting her sing Rosina (in The Barber of Seville), the pages Urbain in Les Huguenots and Oscar in Un ballo in maschera, Juliette and Martha; but she soon moved on to Elvira in Ernani, Lakmé, Konstanze, Gilda, and Violetta.
In 1906, on the occasion of a much- acclaimed Enrico Caruso gala, she sang Gilda in Rigoletto, with Titta Ruffo as the Jester! This was Ruffo's only appearance in Vienna. Although she had great triumphs in coloratura roles, Kurz did not neglect her lyric repertory. Indeed, of the 992 performances she would give at the Vienna Hofoper (later Staatsoper) more than 100 would be devoted to Mimì in Puccini's La bohème. She also created that composer's Madama Butterfly for Vienna (1907) as well as Saffi in Johann Strauss II's Der Zigeunerbaron, 1910. She sang Tatiana (Eugene Onegin) and Sophie (Der Rosenkavalier) in 1911 and, in one of the many high points of her Viennese career, created Zerbinetta in the world première of the second version of Richard Strauss' Ariadne auf Naxos, on October 4, 1916. She sang Zerbinetta 36 times in Vienna.
In Vienna she sang every imaginable role, from Tchaikovsky's Violanta and Wagner's Elsa (in Lohengrin) and Sieglinde (in Die Walküre) to Marguerite in Gounod's Faust, Massenet's Manon, Frau Fluth in Nicolai's Merry Wives of Windsor and Rosalinde in Johann Strauss' Die Fledermaus. Her last performance at the great theatre in the Ringstraße took place on February 12th, 1927. This appearance, as Rosina in Barbiere, closed one of the most glorious operatic careers in the Twentieth Century.
Her very last public appearance was in September 1932 at the baptism of Archduke Stefan (1932-1998), son of Archduke Anton and Princess Ileana of Romania. Although already mortally ill, she sang Mozart's Ridente la calma and the Bach-Gounod Ave Maria. Kurz died 9 months later of cancer.
She left over 150 78rpm sides. The first were made for Berliner in 1900. These were followed by Zonophone and Gramophone & Typewriter disks, 1901-1906. She made a long and glorious series for HMV (now EMI) in 1907-1914. These are by far the best. Around 1910 she recorded three cylinders for Edison. She made a few electrical records, but by this time her once glorious voice was seriously on the wane. (Less)
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2009-09-21 14:27:33 Description: Wallen (Nawell Azzouz de son vrai nom), née en 1978, est une chanteuse française de R'N'B et de groove-soul. Chanteuse française, d'origine marocaine. Née le (More) Wallen (Nawell Azzouz de son vrai nom), née en 1978, est une chanteuse française de R'N'B et de groove-soul. Chanteuse française, d'origine marocaine. Née le 23 janvier 1978 à Saint-Denis de parents originaires de Oujda (Maroc), elle passe sa jeunesse à Bobigny (Seine-Saint-Denis). Sa soeur ainée l’inscrit à l'âge de huit ans au conservatoire où elle joue du violon. Mais passionnée par le chant, elle se tourne plus tard vers la musique américaine. Elle écoute alors du funk que son frère lui fait découvrir, et ce n'est qu'à 18 ans qu'elle découvre le hip-hop et le R'n'B grâce au producteur Sulee B Wax qui lui fournit "One in a million" d'Aaliyah, qui l'inspirera tout au long de sa carrière . Elle décide d'être chanteuse en voyant Lauryn Hill dans Sister Act 2. Deux ans après sa rencontre avec Sulee B et son intégration à la Mafia Underground, Wallen pose sur différentes compilations avec notamment "Je ne pleure pas", "Sous mes pas" ou encore "La quête du souffre". Elle accouche en février 2001 d'un petit garçon, Mohamed Hamza, né de l'union avec son mari, le chanteur Abd al Malik (membre du groupe de rap strasbourgeois NAP), qui apparaît dans le clip "Mes rêves" (morceau qui sample "Petite Marie" de Francis Cabrel). C'est grâce au duo avec Shurik'N (du groupe IAM) que Wallen conquis le grand public. "Celle qui dit non" est extrait de son 1er album "A force de vivre" sorti en septembre 2001. Le clip inspiré du film "Matrix" est réalisé au Canada par John Gabriel Biggs). En 2002, à la suite de ce premier opus, elle est nommée aux Victoires de la musique pour l’album R'n'B de l’année, qui sera finalement remporté par Matt Houston avec "R'n'B de rue". La même année, Wallen fait un featuring (duo ) avec Usher "U got it bad". En 2004, elle sort son deuxième album "Avoir la vie devant soi", inspiré de son quotidien et de ses origines. Lors de son concert au Bataclan, elle invite Enrico Macias à chanter "L'olivier" avec elle. Cette chanson est le troisième single de cet album, après "Bouge cette vie" (featuring Lord Kossity) et "Donna". De nombreux artistes ont participé à des duos en sa compagnie car Wallen est avant tout vue comme une artiste inspirée par le hip hop. On peut citer Sté Strausz, Abd al Malik, Shurik'N, Don Silver, Arsenik, Rocca, N'groove, Kayliah, Akhenaton, Dany Dan, Ali, l'Algérino, Rohff ou encore Mac Tyer. Il faut savoir qu'il existe de nombreux morceaux jamais sortis sur des albums. http://fr.wikipedia.org/wiki/Wallen (Less)
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2009-05-24 15:35:27 Description: Una festa che si ripete ogni anno per ricordare la donna più importante del Medioevo che a quattro Castella aveva il suo sistema di fortificazioni più importante e sicuro. La gran (More) Una festa che si ripete ogni anno per ricordare la donna più importante del Medioevo che a quattro Castella aveva il suo sistema di fortificazioni più importante e sicuro. La gran Contessa e poi viceregina d'Italia Matilde di Canossa che ebbe la forza di mettere in ginocchio ai piedi del suo castello l'allora imperatore Enrico IV. Leggetevi la storia di questa donna leggendaria e non ve ne pentirete. (Less)
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